le candeline sulla torta

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Una cake di compleanno ha le candeline.

Qui non ci piove.

Può essere bella, elegante, raffinata quanto volete ma arriva il momento che deve accogliere le fatidiche candeline che devono essere accese, fotografate con la festeggiata/o e spente con coretto di sottofondo e piccolo applauso. Ma prima bisogna posizionarle e prima ancora decidere se mettere il rassicurante moccolo unico, le cattivissime candeline in numero uguale agli anni, che normalmente hanno una malefica basetta di plastica, un perno troppo corto, per cui si “smoccola” per posizionarle, o infine il fatidico numero che ti permette di ricordare con un solo sguardo cattivello quanti anni compie la festeggiata/o.

A questo punto, chi ha fatto la cake conviene che esca, sparisca, che non sia presente al posizionamento delle candeline, quasi sempre  rimediate all’ultimo minuto, perchè la devastazione della propria opera è lì dietro l’angolo. Soprattutto quando vedi troneggiare le candeline tanto “pratiche” a forma di numero …… magari con il bordino colorato di rosa o azzurro, che se ne stanno lì sopra la tua candida pdz bella liscia, un po’ storte perchè pesanti e traballanti per il perno di fissaggio troppo corto. Ti guardano minacciose dicendoti “cake sei mia!”. Una scena raccapricciante! Ti piange il cuore, tu che sei stata lì a studiare proporzioni, colori, armonie, equilibri e in un nano secondo due numeri cerosi obesi hanno rovinato il colpo d’occhio, la tua creaturina!

Bene, la storia di questa cake parte proprio dalle candeline, in numero di trenta, che dovevano essere assolutamente presenti sulla torta perchè fino ai trenta si possono spegnere, poi è meglio sorvolare. Possono ricomparire dopo i settanta, quando il numero ritorna importante!

disegni

La cake doveva essere per circa 40 persone, ma in verità anche per 50 andava benissimo, e quindi decido che tonda fa un po’ matrimonio, quadrata anche, per cui mi dirigo verso un rassicurante rettangolo. Quello che il mio forno può supportare è al massimo della dimensione di una teglia 40×40 cm e quindi ecco qua le proporzioni: una base 40×30 cm e un secondo piano a cubotto, 15×15 cm. Tutto bianco, oro e nero come da richiesta della festeggiata.

Subito mi viene in mente un progettino di Peter Walker (www.pwpla.com), il guru del paesaggismo statunitense, maestro dei boschetti regolari e delle geometrie a 90 gradi.

Nasher_ Peter Walker

E’ il giardino del Nasher Sculpture Center a Dallas (2003), dove il museo è opera di Renzo Piano. Il lotto, un rettangolo, è occupato su un lato, dal bianco edificio e nella superficie restante, da un prato dove sono collocati in fila e in asse con la ripartizione della facciata del museo, gli alberi; in mezzo sono posizionate sculture, giochi e specchi d’acqua, sedute.

Un gioco di due pieni, uno opaco, l’edificio, l’altro trasparente, gli alberi. E qui mi viene l’idea. Trasporto questo semplice schema sul progettino della cake: un pieno dato dal secondo piano della torta e un vuoto, un quadrato simmetrico, che deve accogliere il mio boschetto di sottili candeline rigorosamente bianche. Ed ecco fatto, una cake con candeline incorporate!

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Due giorni di lavoro tra cottura basi (una alla vaniglia e l’altra al cioccolato), preparazione delle due creme, all’arancia e alla vaniglia, la formazione di tre chili di pasta di zucchero, la glassa reale nera e bianca, il montaggio e le decorazioni.

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Che dirvi di più?

La ricetta è per la base di una torta di cioccolata, una base che ho dovuto modificare dopo una prova che non mi è piaciuta per nulla. Di solito le dosi delle torte sono per cake circolari dal diametro di 20/22 cm. Ma cosa fare quando devi fare una torta 40×40 cm? Non si può semplicemente moltiplicare le dosi, non funziona così. Nel mio caso ho aggiustato le consistenze ad occhio, sentimento o come lo volete chiamare …… eresia, lo so! ma sono stata fortunata e ho realizzato una base compatta, alta 7 cm.

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BASE PER TORTA AL CIOCCOLATO DELLA DIMENSIONE 40×40 cm adatta per una cake ricoperta di pdz

ingredienti

  • 12 uova a temperatura ambiente
  • 450 gr di farina 00
  • due bustine di lievito scarse
  • 700 gr di zucchero semolato
  • 700 gr di burro ammorbidito
  • 300 gr di cacao amaro (doveva essere cioccolata ma dopo una prova disastrosa ho optato per il cacao che ha svolto perfettamente il suo ruolo cuocendo omogeneamente)
  • facoltativo – un po’ di vaniglia (qualche goccia) o un cucchiaino raso di cannella

procedimento

  • montare a spuma (in realtà si dice a pomata) lo zucchero con il burro. Il composto deve essere morbido e cambiare di colore. Ho usato la planetaria
  • aggiungere, una per volta, le uova
  • setacciare la farina con il lievito e agiungere al composto.
  • in ultimo mettere il cacao, sempre setacciato per evitare i grumi
  • per ultimo ho aggiunto un po’ di cannella in polvere, ma se si vuole, si può aggiungere della vaniglia
  • preriscaldare il forno a 180°C e infornare abbassando leggermente la fiamma. Ci vogliono circa 35/40 min ma anche meno. Vale assolutamente la prova stecchino appena sentite il profumo del dolce.
  • una volta cotta lasciare raffreddare per bene e farcirla con la crema pasticcera. Non è necessario bagnare questa base, va benissimo anche asciutta perchè sufficientemente morbida.

ringraziamenti

ringrazio la mia stampante che mi ha riportato su carta tutti e 30 i cerchi per posizionare le candeline

“l’uomo a cui non piacciono i dolci” che si è prestato all’ultimo momento nel soccorso cake procurandomi una base di legno ……  il dolce pesava, eccome se pesava

le tre signore della merceria per la fettuccia dorata consigliata

il freddo di questi giorni che ha accelerato il raffreddamento delle creme

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