Poison Garden Cake

poison garden

Ma quanti veleni in quest’ultimo periodo!!!!!
Qualcuno ha bisogno di un po’ di cicuta?

Ne usciremo vivi? Mah!

Si sa, per non essere avvelenati c’è un antico rimedio, prendere un po’ di veleno in piccole porzioni, dosi, per abituare il proprio corpo alla sostanza tossica e quindi annullare l’effetto malefico.

Del resto phàrmakon (dal greco) oltre a medicina, rimedio, significa anche veleno.

poison

In questo periodo però le dosi mi sembrano eccessive …… no?

Non so perché, ma quando si parla di veleni li associamo alle donne; forse perché è difficile che una donna prenda un’accetta e affetti il suo nemico, è più semplice versare da un anello con doppio fondo una polverina dentro un liquido, come tante storie insegnano. Non ci si sporca ed è decisamente più schic aprire un anello! E poi ci sono le streghe, le maghe, ma qui entriamo nel mondo oscuro delle porzioni magiche dove la maga Circe docet con il suo infuso di solinacee.

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Le piante velenose sono un mondo a parte, magico per molte di loro, magari sono solo innocentemente tossiche e non mortali. Le ritroviamo tranquille nei nostri giardini, intorno a noi, come gli ellebori, i ginepri, i verbascum spesso negli incolti, la tranquilla ed avvolgente edera o la datura, pianta a me molto cara.

Piccole collezioni sono presenti negli antichi orti botanici, sia in Italia, sia all’estero, ma dal 2005 nel Castello di Alnwick vicino a Newcastle, in Inghilterra, esiste un Poison Garden all’interno di un parco di 14 ettari nella proprietà dell’antica dimora aristocratica.

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Il parco, una struttura in buona parte progettata da Capability Brown, è stato riprogettato in parte da Jaques e Peter Wirtz, stars del paesaggismo belga, che hanno accolto la sfida dalla duchessa di Nurthumberland, proprietaria insieme al marito, della tenuta di Alnwick. Singolare la storia di questa donna che fino al 1995 era solo Percy Jane, una madre di quattro figli sposata  ad un erede improbabile di una nobile famiglia. Nel 1995 si ritrovano entrambi duchi  ed eredi del castello con tenuta. Inizia così l’avventura della trasformazione del parco e soprattutto lo studio per la realizzazione di un singolare giardino: il Poison Garden. La duchessa, come una novella Lucrezia Borgia, voleva assolutamente un giardino magico, un luogo unico; da qui l’idea del Giardino velenoso, quanto di più respingente ci possa essere e quindi snob.

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Furono incaricati numerosi studiosi e ricercate tutte le piante che potevano avere un agente tossico, dal veleno al sonnifero, fino agli oppiacei più potenti. Naturalmente per avere una simile collezione di fiori, tuberi, alberi ed arbusti e poterla esporre al pubblico gli ostacoli sono stati molti, sia per reperire alcune piante, sia per la pericolosità di alcune specie che possono essere nocive solo al tatto. (n.b. la lista delle piante presenti nel giardino è in fondo al post) Non ultimo il fatto che molte di loro sono vietate nei giardini privati.

Il giardino è stato aperto al pubblico solo nel 2005, con tutte le accortezze del caso per evitare spiacevoli problemi e subito è stato uno dei luoghi preferiti dai bambini, piccoli sadici innocenti: qui, sono state girate molte scene dei due primi episodi della saga di Harry Potter.

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Inutile dire che alcune piante, le più pericolose, sono messe “sotto chiave”, ossia sono chiuse, ingabbiate sotto campane metalliche in modo tale da non essere toccate, mentre una galleria a forma di serpente si snoda nel giardino come elemento centrale, naturalmente ricoperta da una coltre di edere, anche loro tossiche.

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Un altro Poison Garden, questa volta frutto di un’operazione di marketing, è quello nato negli Stati Uniti, a Eureka (si avete capito bene) in California. La signora Amy Stewart scrittrice e autrice di libri di botanica nel 2009 pubblica “Piante fatali. L’erba che uccise la madre di Lincoln e altre atrocità botaniche”, insieme alle fotografie del suo cottage garden, un giardino di piante velenose.

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fonte: photo: Jim Wilson/The New York Times

Qui cani e gatti non sono ammessi, potrebbero avere più di un fastidio, anche se io un po’ di Nepeta cataria la faccio sempre trovare ai miei gatti che beatamente li ritrovo sognanti a pancia in su, persi in un momento euforico. La collezione, composivamente e felicemente disordinata, è arricchita da tante piccole citazioni macabre, lapidi, teschi, libri che sbucano dalla terra, insomma un piccolo vocabolario dell’orrido, un po’ da Halloween.

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Mani scheletriche fanno capolino dal cassetto di una scrivania vintage abbandonata su un lato del giardino, una lapide, con scolpita la scritta “chemical warfare”, sbuca dalla terra incorniciata da ellebori, in breve una atmosfera darKKitch.

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Ispirato a questo groviglio velenoso ho realizzato una cake al cioccolato con farcia al cioccolato fondente ricoperta naturalmente di pdz ispirata ad una pianta che nasce tranquilla e dopo una crescita movimentata, labirintica, fiorisce sull’altro lato della torta. Nera naturalmente!

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E allora prendiamoci un po’ di veleno per esorcizzare il momento, un dolce, soffice veleno, una Poison Cake, naturalmente nera e labirintica perché se non si è persa la ragione in questo periodo ci si può sempre perdere in un labirinto dolce.

O ti uccide o ti cura o ti ingrassa…….

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La ricetta del giorno è la porzione magica della facile farcia, una ganache al cioccolato ma arricchita con canditi all’arancia.

State attenti, il cioccolato é pericoloso, da’ dipendenza.

ingredienti (per farcire una torta di 20 cm di diametro)

  • 200 ml di panna liquida
  • 200 gr di cioccolato fondente al 70 %
  • 60 gr di cacao amaro (questo l’ho aggiunto io per dare più amaro alla ganasce)
  • mezzo cucchiaino di cannella
  • 100 gr di scorza di arance candite

procedimento

  • far scaldare la panna in un tegame
  • versare la panna bollente sulla cioccolata sminuzzata
  • incorporare il cacao e la cannella
  • far raffreddare la ganache e incorporare la scorza candita di arancia tagliata a pezzetti
  • farcire la torta al cioccolato naturalmente!

p.s. se si è stufi dei canditi all’arancia, provate con marron glacé sminuzzati ….. divini!

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LISTA delle piante del POISON GARDEN

Eranthis hyemalis
Brugmansia suaveolens
Polygonatum odoratum
Solanum melongena
Colchicum autumnale
Actaea spicata
Aristolochia clematitis
Solanum dulcamara
Actaea racemosa
Cimicifuga racemosa
Hyoscyamus niger
Hyacinthoides non-scripta
Buxus sempervirens
Rumex obtusifolius
Cimicifuga racemosa
Ranunculus acris
Cannabis sativa
Ricinus communis
Nepeta faassenii
Vitex agnus – castus
Prunus laurocerasus
Helleborus niger
Erythroxylum coca
Aquilegia vulgaris
Symphytum spp.
Urtica dioica
Senecio jacobaea
Aesculus hippocastanum
Malus ‘John Downie’
Fritillaria imperialis
Arum maculatum
Narcissus
Lolium temulentum
Atropa belladonna
Mercurialis perennis
Rumex obtusifolius
Dracunculus vulgaris
Bryonia dioica
Digitalis purpurea
Fritillaria meleagris
Heracleum mantegazzianum
Aquilegia atrata
Chelidonium majus
Vinca major
Helleborus viridis
Lithospermum officinale
Helleborus spp.
Conium maculatum
Oenanthe crocata
Cannabis sativa
Hyoscyamus niger
Actaea spicata
Ilex aquifolium
Aesculus hippocastanum
Cynoglossum officinale
Arum italicum
Hedera helix
Arum maculatum
Datura stramonium
Juniperus communis
Catha Edulis
Laburnum anagyroides
Delphinium spp.
Helleborus orientalis
Convallaria majalis
Arum maculatum
Mandragora officinarum
Cannabis sativa
Ranunculus acris
Colchicum autumnale
Daphne mezereum
Viscum album
Aconitum napellus
Verbascum spp.
Colchicum autumnale
Nerium oleander
Papaver somniferum
Pastinaca sativa
Pulsatilla vulgaris
Euphorbia pulcherrima
Conium maculatum
Rhus radicans
Toxicodendron radicans
Strychnos nux-vomica
Lactuca serriola
Catha edulis
Senecio jacobaea
Jacobaea vulgaris
Euphorbia x martinii
Rhododendron
Rheum x hybridum
Abrus precatorius
Rosmarinus officinalis
Ruta graveolens
Salvia divinorum
Scutellaria laterifolia
Fritillaria meleagris
Veratrum album
Symphoricarpos albus
Galanthus nivalis
Polygonatum odoratum
Euonymus europaeus
Urtica dioica
Helleborus foetidus
Leucojum aestivum
Senecio jacobaea
Camellia sinensis
Datura stramonium
Nicotiana sylvestris
Clematis vitalba
Echium vulgare
Chelidonium majus
Cicuta virosa
Oenanthe crocata
Bryonia dioica
Veratrum album
Salix alba
Eranthis hyemalis
Aconitum lycoctonum
Solanum dulcamara
Artemisia absinthium
Thevetia peruviana
Taxus baccata

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