no mimose, please

no mimose

Sarà perchè sono un po’ nervosetta in questo periodo, ma oggi il nervoso, il prurito sotto le mani lo sento di più.

La data, questo otto marzo, non mi piace e non mi è mai piaciuto. Ecco!

E vi dico perchè, sempre se a qualcuno possa interessare, naturalmente.

primo motivo, motivo più superficiale, o più professionale.

Basta con questo sfregio delle mimose, non ne posso più di vedere queste povere piante tagliate malamente, sfregiate, prese d’assalto come se fosse un grande magazzino dei pensieri e/o pentimenti.

L’Acacia dealbata, come leggete è una pianta, un albero per la precisione, del genere delle acacee, non è delle nostre parti, è naturalizzata e usata nei parchi e nei giardini per il suo portamento e fioritura ornamentali.

E’ una pianta utile, da lei si estrae il tannino, una pianta dalla facile propagazione e crescita e dalla vita non lunga. Proprio per la caratteristica di essere di facile coltura, rapida crescita, ha una vita breve e una fragilità tutta sua. Può morire senza che apparentemente possiamo accorgerci che abbia qualche cosa, perchè invecchia presto crescendo velocemente. Una mimosa di venti anni è vecchia.

Detto questo, mi si stringe il cuore ogni volta che vedo in giro rami grossi tagliati, strappati per fare i mazzolini.

La mia adorata nonna amava questa pianta, i suoi fiori soprattutto, ma li preferiva vederli e odorarli attaccati all’albero. E anche io la penso così.

Secondo motivo.

Ho avuto la fortuna di crescere con la convinzione di appartenere al genere umano.

Crescendo, la società mi ha spiegato che sono una donna e come tale (lasciando perdere naturalmente la biologia), avevo un ruolo che mi metteva in condizione subordinata su tante, molte cose.

E questa festa me lo ricorda ogni anno.

Faccio già fatica tutti i giorni nella società, nel lavoro, nei rapporti con i miei simili, con le mie colleghe, nel dimenticare che anche se nei diritti, sulla carta, siamo tutti uguali, ma nei fatti, no, che il fatto di dovere anche subire degli auguri di non si sa bene cosa, non mi piace per nulla. Gli auguri li voglio il giorno del mio compleanno, quando sono nata, quando questo mondo, nel bene e nel male mi ha accolto.

Finchè si “festeggerà” l’8 marzo avremo qualche cosa di meno, chiederemo qualche cosa di meno, saremo qualche cosa di meno. E questo riguarda tutti, anche gli uomini.

E invece siamo una bellezza, una ricchezza, per noi stesse, per la nostra società, per il pensiero e la sensibilità dell’essere umano. E questo è un dato di fatto non una cosa da dover ricordare.

Per cui, PLEASE, NIENTE MIMOSE! io la penso così.

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