cakes and art + 10.000 grazie!

Oggi si festeggia!

Cosa?

Ora ve lo dico.

Ho aperto questo blog un po’ da incoscente, senza sapere un granchè sul come fare e sull’impegno che ci dovevo mettere per tenerlo in vita. Era il 18 novembre del 2012, pochi mesi fa. Oggi posso dirlo ….. una faticaccia!!!! Ma con allegria!

Non credevo che tante persone, vicine e lontane potessero apprezzare così tanto questo mio piccolo impegno (piccolo mica tanto, sempre una faticaccia …….) e neanche che io potessi essere così costante nel mantenere l’impegno di scrivere scioccamente di dolcezze ed altro!

E allora oggi festeggio i 10.000 ingressi! si 10.000!!!! e 120 followers! gulp!! sono piccola ma felice! E vi ringrazio!

A me sembrano un’enormità e ancora non mi sono abituata a così tanta condivisione del mio modesto sguardo su questo  mondo.

Perció vi ringrazio! Ringrazio chi ha letto e continuerà a leggere il mio blaterale, ringrazio le tante e nuove conoscenze vicine e lontane che mi scrivono e che commentano con garbata, acuta lievità ciò che scoprono in queste pagine, ringrazio anche chi è passato per caso e non passerà più e i tanti amici che puntualmente sbirciano le mie cakes e a volte hanno l’occasione di mangiarle!

Per festeggiare questo numero oggi pubblico una torta a cui sono molto legata e che mi è piaciuta moltissimo. E’ stata la mia terza torta realizzata in pdz, commissionata da una effervescente, quanto simpatica collega ed amica che voleva fare una bella sorpresa di compleanno al suo compagno.

La richiesta però era precisa. Dovevo realizzare una torta ispirandomi ad un’opera del suo compagno, Giuliano Marin, ad uno dei suoi particolari ed interessanti quadri.

Sfida accolta!

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Giuliano Marin _ il quadro selezionato per la cake

 

La cosa è stata semplice perchè le ultime opere di Marin sono ispirate ad un intreccio di forme architettoniche e superfici grafiche che avvolgono con morbidezza le geometrie costruttive. Era nelle mie corde, mi piacevano e quindi è stato facile capire come realizzare l’indegna replica dolce! Avevo l’imbarazzo della scelta e dopo una valutazione e un piccolo progetto di fattibilità della cake mi sono decisa per la realizzazione di un’opera a tecnica mista che rappresentava una serie di piccoli edifici archetipi inseriti dentro un invaso rettangolare. Tutto rigorosamente in bianco e nero.

 

schizzi

schizzi per la costruzione della torta

 

Ho utilizzato della pdz nera e bianca e pazientemente ho dipinto utilizzando un piccolo pennello le tante righe bianche parallele sulle facciate delle casette. Ho inoltre rifinito la superficie della torta  applicando piccoli rettangoli di pdz dando spessore in questo modo alle pennellate larghe di bianco sporco per riprodurre il gesto proprio della pennellata.

 

Giulio Marin cake _ 2012

Giulio Marin cake _ 2012

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particolare

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Il connubio opere d’arte e desserts/cakes è ormai decisamente consolidato e ha ben altre collocazioni che non le semplici pasticcerie.

Singolare è la storia di Caitlin Freeman, una fotografa che si trovò “temporaneamente” a fare la pasticcera nella caffetteria del SFMoMa, la filiare di San Francisco del MoMa.  La creatività si sa, quando c’è prima o poi emerge in qualsiasi forma e la Freeman l’ha scatenata in dolci che si ispirano a famosi quadri e all’architettura stessa del Museo, opera, un po’ pesante, dell’architetto Mario Botta.

 

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il MoMa di San Francisco

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il dolcetto ispirato all’edificio museale di Mario Botta

 

Il dolce più famoso è quello ispirato ad un quadro di Mondrian del 1030, “Composition in Red, Blue, and Yellow,”  che per 8 dollari può essere gustato nella caffetteria del Museo.

 

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cake “Composition in Red, Blue, and Yellow, Mondrian 1930

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Ma le opere replicate in copie dolci sono molteplici e tutte frutto di attenti studi, come nel caso delle repliche delle cakes di Thiebaud.

 

schizzi

album di schizzi della Freeman

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Ma si possono mangiare anche un Hirst  “Amylamine” del 1993 per sei dollari affondando la forchetta in una Lemon velvet cake ripiena di una ganasche di cioccolato bianco e ricoperta di un frosting al formaggio punteggiato da tanti colorati confettini.

 

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studi per il dolce “Amylamine” di Hirst, 1993

Immagine 2

Due dolci cubotti sono quelli ispirati a due opere, una di Roy Lichtenstein e il suo puntinato tipografico

roylichtenstein

 

l’altro, un po’ meno invitante per le tante mosche (ma possono anche essere vespe viste le strisce)  serigrafare sul cioccolato bianco ispirato ad una fotografia di Richard Avedon

 

richardavedon

 

Ma se vogliamo prendere un cappuccino abbiamo la possibilità di sorseggiare un Fuller_Charlie, stando attenti però ad non immergere tutto il naso dentro la piramide pannosa!

 

buckminsterfuller

 

oppure si può gustare una soffice mousse ispirata all’opera di Richard Diebenkorn

 

Immagine 1

Immagine 2

 

Se poi ci si vuol buttare su un toast allora bisogna prendere un Rothko Toast + Jams ispirato all’opera “No. 14 1960” !

 

Immagine 5

 

Caitlin Freeman, ormai da oltre un anno lanciatissima, produce anche torte a più livelli, decisamente più impegnative, come nel caso di questo “Pollock

 

Jackson-Pollock

ma se ne volete sapere di più, ha scritto anche un libro, dove racconta tutto il processo delle suo opere dolci.

Il dolce però che più mi ha incuriosito è la riprodizione di una scultura di Richard Serra che si può assemblare con diverse componenti dai gusti variegati, insomma puoi ricomporre la forma dell’opera d’arte assemblando e personalizzando il proprio dolcetto.

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richard serra

geniale! no?

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