conchigliette dispettose

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Questi piccoli, innocui dolcetti li avevo sottovalutati.

Pensavo, ho bisogno solo dello stampo, uno stampo di silicone in questo caso, e il gioco è fatto!

Si va bene, un mondo di versioni diverse, da quelle classiche al limone o alla mandorla amara, fino a quelle al the verde o al formaggio o al cioccolato.

Insomma, mi  metto alla ricerca della ricetta perfetta e ….. mi imbatto in un’infinità di modalità diverse di realizzarle.

Mai studiato tanto …..

Trasformata in una ricercatrice di madeleines, ho sfogliato decine di ricette e ognuna ha una leggera, piccola modalità diversa di realizzarle.

Finalmente mi decido e ne trascrivo 5 (ricette) di cui l’ultima è una specie di mix che ho saccentemente “accroccato”.

Un elemento di questi dolcetti che mi ha fatto impazzire nella comparazione delle diverse versioni è in un passaggio, quello della messa a riposo del composto prima di procedere alla cottura.

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C’è chi dice che la pasta deve stare in frigo per otto ore (possibilmente di notte così al risveglio si inforna e in dieci minuti si ha una quasi colazione), Ladurée dice invece che ce ne vogliono 12, mentre qualcuno giura che te la cavi con soli 30 minuti di brividi da frigo. Altri ancora  dicono che il dolcetto è pronto subito e che non c’è bisogno di stare lì ad aspettare che siano pronti per la loro ora ….. insomma, tante modalità che mi hanno un po’ spiazzato.

Di una cosa però ero sicura, della famosa gobbetta che questo dolcetto da the fa nella cottura; il rigonfiamento avviene per choc freddo-caldo e quindi mi convinco che un buon riposo con il freddo in frigorifero è il procedimento giusto.

Non so’ cosa sia successo,  forse sono stata punita da tanta preparazione (cosa che faccio raramente, mi butto sulle ricette istintivamente, senza pensarci troppo) ma per ben due volte questi piccoli, innocenti, garbati dolcetti sono stati un desolante, imbarazzante, triste smacco.

Di fronte a quelle piccole carognette dolci, le mie torte a tre piani inclinati con decorazioni, creme, glasse erano un gioco da ragazzi.

Ergo, mai sottovalutare ciò che ti sembra scontato, banale, semplice, perchè sarai punito dalla tua stessa sicurezza (e dire che metto sempre in dubbio tutto …. uffa).

Dopo un anno dal disastro che non ho mai confessato(le formine a conchiglietta mi erano state regalate proprio un anno fa), ci riprovo.

Questa volta le ricette che avevo evidenziato non le prendo in considerazione, nè sfoglio i sacri libri ma mi rivolgo ad un piccolo e insulso fascicolo con il prezzo ancora in lire che si è materializzato per incanto sotto i miei occhi.

Arrivo a leggere il tempo di riposo e …. dieci minuti?

Ok, non stiamo a pensarci molto, dieci minuti, due uova e 60 gr di burro posso sacrificarli se i maledetti dolcetti non riescono. Unica variante che mi concedo, sfidando la sorte, è un cucchiaino di cannella in polvere in onore dell’amica che mi ha regalato le formine.

E qui si compie il miracolo.

Le perfide conchigliette sono riuscite, si sono gonfiate, hanno fatto anche la gobbetta, si sono ben dorate, insomma hanno deciso che era finito il periodo del mio castigo, hanno capito che mi meritavo anche io due o tre scatti bloggheschi del the delle cinque (ogni blog che si rispetti ha almeno pubblicato un post con le madeleines e io mi sentivo esclusa da questa comunità).

Insomma mi hanno premiato e soprattutto hanno salvato il mio orgoglio da blogger specializzata regalandomi i loro morbidi e profumati gusci.

Ed è per questo che vi risparmio la loro storia, il perchè del loro nome e di quanto Proust ne andava matto.

E vi risparmio anche la mia personale storia di dolce bambina garbata e taciturna che li mangiava (non volentieri, anzi li detestavo)  dall’amica “arsenico e vecchi merletti” della mamma.

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Ricetta delle madeleines

ingredienti

  • due uova a temperatura ambiente
  • 90 gr di farina 00
  • 60 gr di burro fuso e raffreddato
  • due cucchiaini di zucchero di canna
  • 50 gr di zucchero semolato
  • due cucchiaini di miele di acacia
  • un cucchiaino di lievito
  • un cucchiaino di cannella in polvere
  • un pizzico di sale
  • zucchero a velo per spolverizzare

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procedimento

  • in una ciotola mettere i tuorli con metà dello zucchero semolato, il miele e lo zucchero di canna
  • montare il composto finché non diventerà chiaro e spumoso
  • montare a neve le chiare e unirvi il rimanente zucchero semolato. il composto deve diventare come una meringa
  • setacciare la farina con il lievito, la cannella, il lievito e il sale
  • far fondere il burro e farlo raffreddare
  • nei tuorli montati mettere metà della miscela di farina e un terzo di chiara montata e mescolare delicatamente
  • aggiungere la rimanente miscela di farina e poi aggiungere il burro fuso
  • infine incorporare delicatamente le chiare montate a neve
  • il composto non deve essere lavorato molto per evitare che si sgonfi
  • mettere il composto negli stampi (io ho usato due stampi di silicone e la misura delle madeleine era quella più grande – 18 dolcetti)
  • far riposare per dieci minuti
  • preriscaldare il forno a 180°C
  • infornare e cuocere per meno di dieci minuti
  • una volta sfornati e raffreddati spolverarli con dello zucchero a velo.

e ora che ci sono riuscita vi tormenterò! Conchigliette siete mie!!!!!

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