cake e il suo blog


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Qualche tempo fa il sito di Tribù Golosa (www.tribugolosa.com) mi ha intervistato.

Tribù Golosa è un portale online, una community dove condividere ricette ed altro ha pubblicato una intervista al mio piccolo blog per far conoscere alcune di noi e dare l’opportunità di raccontare alcune cose dei nostri piccoli portali, del nostro lavoro, delle nostre passioni.

Ormai lo sapete, mi chiamo cake e il mio soprannome è Monica.

E quindi se volete sapere un po’ di più del perché e del per come, di questo piccolo mio mondo dolciastro, delle mie visioni, approcci, modalità di pensiero e da cosa nasce tutto ciò, del perché tutto ciò, potete leggere la lunga l’intervista che è uscita pochi giorni fa e che mi ha visto come blogger del giorno nella Tibù Golosa.

A commento visivo vi regalo la mia ultima weddingcake, una tortina post matrimonio per festeggiare una coppia di amici speciale alla quale auguro non solo felicità ma una avvolgente e persistente fantasia ed entusiasmo verso le loro belle passioni. Auguri ancora Ovidiu e Ana!

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Cosa ti ha spinto ad aprire il tuo blog ?

Sono stata simpaticamente minacciata da alcuni amici che mi hanno detto: “o lo fai tu o altrimenti le foto delle tue torte le mettiamo noi su internet”. E allora, un po’ con ritrosia, e vincendo una certa timidezza che mi porto dentro, ho ceduto alla minaccia ed è nato cakegardenproject. Ora tra gli amici il mio nome non è più Monica ma Cake, la quale piano piano si è impossessata di tutto il mio mondo tanto che anche nella mia professione (sono un architetto ma soprattutto un paesaggista) le mie torte hanno la stessa attenzione, la stessa curiosità dei miei giardini o dei miei progetti.

 

Come è cominciata la tua storia d’amore con la cucina ?

Come per molte di noi la storia inizia da lontano, quando da bambina pasticciavo imitando la nonna materna in cucina. Soprattutto durante le vacanze estive passavo molte ore con mia nonna, la osservavo silenziosamente mentre cucinava per tutta la famiglia. Era un incanto guardare la sicurezza e la velocità dei suoi gesti, la sua capacità di avere tutte le ricette a mente, e poi come dimenticare i profumi che si creavano, mai uguali a se stessi. L’emulazione è un momento di crescita importante e il ripetere quei gesti, se da una parte mi rilega a lei, dall’altra mi da’ l’opportunità di imparare ancora e io penso e credo che continuare ad imparare ci rende vivi e in continua crescita.

 

Come definiresti la tua cucina ?

La mia cucina? Sicuramente “confusion”. sono una tradizionalista che mescola molto. Ho viaggiato un po’ ovunque e siccome la curiosità è per me quasi una malattia, riverso tutto ciò che trovo interessante, attraente, curioso in ciò che faccio, e quindi anche nella cucina.
Ho la predilezione per i dolci, soprattutto per quelli orientaleggiante, e quindi nei miei dolci le spezie sono quasi sempre presenti.
Adoro il metissage, la mescolanza, l’incontro di culture diverse per cui cerco di ricreare nei profumi e nei sapori luoghi vicini e lontani.

 

Perché hai scelto il nome “Cakegardenproject” come titolo del tuo blog?

Cakegardenproject è frutto di un assemblaggio dei miei amori: i dolci, i giardini, e il progetto.
Come ho detto sono un architetto ma soprattutto un paesaggista e come per i giardini, per il mio lavoro, anche le torte hanno dei “sintomi” di progettualità, sono sottoposte ad un processo creativo. Ecco, questo era un po’ lo scopo del mio blog, non un sito solo di ricette dolci, ma soprattutto un piccolo spazio dove intreccio discorsi sulla creatività, sulla bellezza, sul senso delle cose mescolando cakes, giardini, paesaggi, architetture, mode. I dolci, come i giardini, sono un buon passpartout per parlare di creatività e il mio intento è quello di descrivere per quali processi si arriva a ciò. Ecco, questo è il perché due anni fa ho aperto cakegardenproject.

 

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Qual è la più bella esperienza che hai fatto grazie al tuo blog ?

Ne ho avute molte, arrivate in modo inaspettato, tanto che ancora non credo a quello che mi è successo.
Tra quelle che ricordo con più piacere è la partecipazione di cakegardenproject al Festival “Comodamente” di Vittorio Veneto l’anno scorso, un festival culturale dove insieme a filosofi, scrittori, architetti, politici, chef e giornalisti che parlavano di temi di attualità, ero presente con due giardini dolci realizzati da due brave pasticcerie locali. Ho spedito i due progetti delle cakes (con disegni dettagliati, renderig e tutto il necessario come in un vero e proprio progetto esecutivo architettonico) e loro con una meravigliosa bravura le hanno realizzate perfettamente.
L’altra esperienza riguarda un libro, un romanzo rosa uscito lo scorso aprile dove la figura femminile, una blogger che deve scrivere, come ghost writer, la biografia di un famoso chef di Capri, è ispirata al me, al mio blog. Beh, mi ha fatto un certo effetto leggere il nome del mio blog dentro quella storia e la descrizione dei miei dolci “giardini di vetro”…….

 

Qual è il legame tra la tua passione per il giardinaggio e quella per la cucina?

Progetto e realizzo giardini da molti anni, come paesaggista insegno all’università, scrivo articoli, saggi, insomma il giardino e il paesaggio è l’altra parte di me, l’interesse che fino ad ora ha catturato la mia fantasia e creatività. La cucina era, fino a poco tempo fa, un momento personale che condividevo con poche persone. Due passioni che hanno però lo stesso legame, quello proprio della creatività del fare. Progettare un giardino o progettare una delle mie landscapecake mi fa percorrere lo stesso iter: la ricerca, la creazione di forme, colori, attinenze o dissonanze, insomma la ricerca di un’immagine che produce un senso, un pensiero, e poi la costruzione materiale, la realizzazione e infine il piacere che si prova quando qualcuno cammina dentro un tuo giardino o assaggia con un timido sorriso una tua cake. Ecco, questo è il legame.

 

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Le tue “cake” sono fantastiche! Che consiglio daresti a coloro che vorrebbero avventurarsi nella creazione di una torta come le tue?

Pazienza ed attenzione. E studio.
Io purtroppo per il poco tempo sono una pignola autodidatta, e chissà, forse un domani ritornerò a scuola (ad un’altra dolce scuola) per imparare tutto quello che ancora mi è sconosciuto.
E poi la curiosità, il guardare, il catturare con gli occhi ciò che è armonico.
Le tecniche si imparano anche abbastanza velocemente ma il senso del bello ha bisogno di tantissimo tempo e stimoli infiniti.
E poi dico sempre che per tentativi ed errori si va avanti per cui …… pasticciate!

 

Qual è stata la tua più grande sfida culinaria ?

Il matrimonio di un caro amico e la relativa wedding cake per 160 persone che era anche il mio cadeau di mariage. Ero all’inizio, alle prime armi e anche alle mie prime cakes in pasta di zucchero e da incosciente ho pensato di potercela fare. Un delirio se penso a quei giorni. La follia maggiore è stata che dopo una settimana c’era il mio di matrimonio ……

 

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Nel tuo blog hai pubblicato dei bozzetti, sketchs e progetti per la creazione delle tue torte. In che modo il disegno ti aiuta nella creazione delle tue torte?

Il disegno per me fa parte del pensiero. E’ parte integrante del momento creativo. E’ la prima cosa che faccio quando devo immaginare, proiettare il pensiero oltre, e la carta, la matita, mi aiutano a mettere in chiaro e sotto una lente di ingrandimento ciò che voglio creare. Lo è per i mie giardini, le architetture, come per le mie cakes.

 

Un’ultima parola o un messaggio per i nostri lettori ?

Ognuno di noi ha passioni assopite o latenti.
Fatele uscire e farete un gran bene soprattutto a voi stessi! 😉

 

 

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